Poesia "Kupaúba" dal libro "Kupahúba" di Marcia Theophilo

 

1
Tamburi onde, suoni senza radici,
ebbri giocano gli indios
i legni più odorosi, più pregiati:
cedri, jacarandà, pau-brasil,
balsami ocra, rossastri
grandioso vigore degli antichi tronchi
èbano, claraybas, magarandùba
il più sacro di tutti, l'albero-femmina
delle foreste del Brasile,
rimedio alle ferite.
Possiede, quest'albero, il colore rosso vivo
nel legno sostanza molto dura
foglie di forma ovale; il frutto
è un pane al colmo della luna
che offre un balsamo,
il suo olio scorre nello stesso albero.
Kupa'ùva, Kupahùba, Copaiba
si riaccende in profumi tra i suoi rami.
Albero dello Spirito Santo.

3
Sangue di drago, olio di Kupahúba
cuore che batte nei tamburi Kupahúba
il verso nasce contro il vento
la notte si risveglia nella bruma
qua e là compatti sfavillii,
emerge un coro alato tra foglie di rugiada,
Copaiba silvestre, Kupauba, Kupahúba
grandi viali alberati, profumati
solo l'albero femmina Kupahúba, densa
innalza al cielo i suoi lunghi rami
contempla altri dèi; allevia le ferite.
Kupahúba, divinità femminile
sgorga lascivo il suo pregiato olio
ascoltate il lamento, dal suo nucleo
prezioso scorre il liquore,
luminosa stella.

 

Gli animali feriti sfregano il loro corpo
su Kupahúba che n'allevia
il dolore: balsamo color sangue.
Sangue di drago,
tra i preziosi legni della foresta:
pau-brasil, Ibirapitanga, pau-rei, jacarandà,
antichi tronchi robusti, vermigli
balsami jacuybas, capucaias
salsafrazes, tamarindi, cannella
incenso, olio odoroso di Kupahúba
solo nelle immense foreste si trova.
Foglie vive, andirivieni d'insetti
farfalle, scimmie curiose tra i rami.
Vibrano tamburi.
Albero, cuore che batte,
scorrono i suoni ondeggianti.

 

Márcia Theóphilo, 1999

 

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