Poesia "Mboi-Guacù" dal libro "Foresta mio dizionario"di M. Theophilo

Mboi-Guašú

1

Portano i cesti con la manioca, le donne,
sfiorando con i piedi le rive del fiume.
Kuambú vede passare Kupahúba
e un fiume immaginario gli percorre
la mente: è una corrente che trascina
in sè tutti i fiume della terra.
Ardeva la sua pelle, chiuse gli occhi
il sole silenziose carezze sul corpo
di Kupahúba, toccando i piccoli seni.
È ancora una fanciulla Kupahúba e lui
dovrÓ aspettare il rito di iniziazione
amorosa. Con la sua mente viaggia
nell' aria e tra le nuvole. Ieri ha sognato
un dente che volava e un odore mai sentito.
Sullo spiazzo con le altre Kupahúba si prepara
per essere iniziata. Per tre mesi
lui non potrà vederla. Tutto gira, gira.
lei si avvicina e lui sorride.
Dentro il suo corpo una forza divora
le acque di fiumi e di laghi.
È lui Mboi-Guašú dai mille occhi
avvincerÓ e stringerà Kupahúba
ma l'Amore Attenuerà la forza.
"Vattene, Mboi-Guašú". Implora Kupahúba.

2

Flauti e maracas cominciano a suonare
ritmo lento all'inizio, poi frenetico.
Kuamb¨ pensa alla profezia: "Kupahúba
sarÓ amata dal mito" vuole gridare
ma nessun suono arriva alla gola.
Tutto cominci˛ al mattino.
Il tempo prometteva pioggia.
Dal cajueiro odorosi i frutti pendevano
nell'umida e densa calura:
Kupahúba attrasse Mboi-Guašú,
serpente-arcobaleno, con il suo incanto.
Lui farÓ offerte alla divinità giaguaro
perchÚ mantenga sempre vivo in lei
il fuoco del suo desiderio
e morbida la sua pelle.
Vivande e offerte di fiori nel rituale
brillanti i mille occhi di Mboi-Guašú
toni d'azzurro e turchese e giallo
illuminano gli abbracci.
Questo è un fuoco che vuole proseguire,
sostanza sessuale del sole,
che penetra
le bacche profumate di araticum
e con il suo profumo
diviene pi¨ seducente.
"portami con i miei mille occhi fra le stelle
fa che un altro guerriero, un dio terreno,
non possa guardarla".
Prega Mboi-Guašú e inizia
il suo cammino lungo il corpo di Kupahúba.

3

Kupahúba ora crede di sognare
neppure ha salutato la pintassilga
nÚ la saracura. Tutti conoscono
la devastazione che al suo passare
Mboi-Guašú lascia in un villaggio.
Senza pietà il tempo scorre nel corpo
di piante e animali, Mboi-Guašú
ha perduto i suoi colori accesi,
solo il brillio dei suoi occhi rimane
sotto il chiarore lunare.
Dondolato dal vento, il muricý
scrolla i frutti dai rami.
sconvolte le bestiole che abitano
gli alberi, vivono lo scompiglio.
Ora il canto si fa sempre pi¨ alto
dai maracas i pajÚs intonano invocazioni.
Il sole si insinua con i suoi raggi
lo accompagna il canto degli uccelli
il grido degli animali. E la foresta
respira. La foresta respira sollevata.
Mboi-Guašú è scomparso.

Mßrcia Theˇphilo - 1999

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