Poesia "Le nuvole" dal libro "Il fiume l'uccello le nuvole"di Marcia Theophilo

Le nuvole. Che nuvole sono queste, Yanoà?
La pelle si disintegra, gli occhi cadono
tutto torna selvatico, uccello
antica immagine, turbamento di cristallo,
Incubo nella notte, luce che acceca
sguardo spaventato, inchiodato nella sabbia:
milioni di braccia invisibili si accendono.
Volto trasformato, sua prima apparenza
Yací sta su uno dei lati del fiume
In un bosco dove le piante sono venute dalle acque
La nave arriva e ci porta con sé
Le foglie si moltiplicano generose.
Sto dentro o fuori le acque, non sento.
Una lettera fluttua, con parole scritte,
la tua immagine torna argentata
Operazione devastatrice dei sogni
Passerà ancora per varie mutazioni
Umano e mortale fino alla consapevolezza.
Porta l'universo intero in se stesso.
Un giaguaro salta incantato, forza assurda
Forse viene da un remoto pianeta.
Non sente rumori, pulsazioni dell'aria
Si rinnovano generose, le foglie.

 

Márcia Theóphilo - 1988

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