Poesia "Aquiloni farfalle" dal libro "Il fiume l'uccello le nuvole" di Marcia Theophilo

Ubirajara se ne andò dal villaggio.
Il desiderio che sentiva di Yací
lo stava facendo morire:
conficcati nel cielo due aquiloni farfalle.
La foresta usciva dalla sua vita, attraverso il fiume.
il fiume scorre a fior d'acqua, il fiume non è acqua,
il fiume è un serpente, è il mare,
riflette quel che tocca,
cambia colore, il fiume non è. È ció che tocca.
Nasce con la vita: io voglio vivere.
Il suolo è fatto di immagini: triangoli e quadrati.
E Ia mia storia con te è finita,
scuoto le ali che ancora avvolgono i nostri abbracci
per vedere come sono le tue carezze quando arriva il giaguaro.
La passione continua trascinando segnali di lussuria
una lussuria insana moltiplicata da freddi pensieri.
La voce consumata in penombra,
turbamenti di cristalli
demenza il contatto silenzioso della tua pelle.
Volando, la testa eretta, nella vastità della foresta.
Fra gli alberi, per i corsi d'acqua,
dai pantani alle pianure tranquille
si udiva il rimbombo della Pororoca:
incontro fra il fiume e il mare.
il mare è un grande lago, un lago immenso.

 

Márcia Theóphilo - 1982

poesia Festa della lunapoesia La mula senza testa
indietro
avanti