Poesia "Yara" dal libro "Catuetê Curupira" di Marcia Theophilo

- «Non avvicinatevi al fiume
quando il sole tramonta
non avvicinatevi al fiume
perché c'è Yara che vi invita
coi capelli verdi colore delle pietre miraquitãs».

L'oro del fiume li bagnava di luce
- «State attenti, figli miei - diceva la vecchia india -
vi trascina all'incontro col suo canto e la sua magia
il suo canto che non finisce mai
e i suoi occhi e i suoi capelli
fanno parte del suo canto
State attenti figli miei, se Yara vi chiama,
perché Yara è fuoco dentro l'acqua,
è luna,
è un canto che non finisce,
guardatevi da Yara quando vi chiama per nome
sono abissi
evocazioni per le quali non si è mai preparati
guardatevi da Yara quando vi chiama per nome
il ritmo del suo cantare produce ondulazioni
che modificano l'aria
portano tempeste da luoghi sconosciuti,
da mari sconosciuti,
evocazioni,
non avvicinatevi al fiume
quando il sole tramonta
Guanumbì, ascolta bene
io sono vecchia, così vecchia
che già non si contano
le lune della mia età.»

«Ma gli dei dissero:
"Avrai un nipote e bello quanto un giaguaro
e vibrerà l'arco e la freccia
con la rapidità e l'effetto del fulmine
le tribù lo chiameranno 'figlio del fuoco e del sole:
Guanumbí.
Ma tutta la sua energia sparirà
quando vedrà Yara
non lasciatelo, quando arriverà all'adolescenza,
vicino alle acque profonde del fiume-mare."»
Gli uccelli cessano di cantare
e sorge Yara alla superficie dell'acqua:
Guanumbí affascinato guarda profondamente
questa visione
«- Attenti, figli miei, non avvicinatevi al fiume-mare
non avvicinatevi al fiume quando il sole tramonta
che Yara vi invita.»
E Guanumbí, affascinato, continua a guardare la visione
e vede quella figura che emerge
i capelli di Yara arrivano al fondo delle acque
e là si radicano
Yací prova ad aiutare Guanumbí:
- «Guanumbí, torna da me, è Yara
che ti invita, Guanumbí».
Le braccia di Guanumbí si lasciano
trasportare leggere come il vento
i capelli di Yara, ora vermigli
ora verde intenso,
confondendosi in tutti i colori
capelli nuvole dentro l'acqua chiamando
ondulati e ondulanti come il suo canto
due gocce brillanti i suoi occhi si espandono.
Guanumbí sente dentro l'ultimo calore del sole
e sente il freddo del profondo delle acque: Yara
il suo corpo era una foglia
cadendo soavemente nelle braccia di Yara
allucinato si immerge negli abissi
visione di Yara.
Mai Guanumbí,
mai potrai sapere chi è Yara:
I suoi capelli verdi di alghe
e il suo corpo scuro, fatto di ombre,
si illuminano quando il sole tramonta.
Guanumbí amava Yací
il suo affetto gli dava sicurezza
e partirono risoluti pensando che
il loro amore era più forte di Yara
e dimenticò quello che aveva detto la vecchia india
- «Non ho timore di niente vicino a te, Yací»
con le mani unite e assorte
per la magia dei suoi occhi innamorati
sfida Yara e la profezia.
La luce appare e scompare nel fondo delle acque
l'odore dei frutti è più intenso quando arriva la notte
gli animali cominciano ad azzittirsi
e dalle acque emerge un canto.

- «Attenti quando Yara vi chiama per nome
sono abissi»
- chi diceva questo era una vecchia india
così vecchia
che già non si contavano
le lune della sua età.

 

Márcia Theóphilo - 1979

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