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Mario Verdone - I Bambini Giaguaro

 

Premio Fregene 1996

I bambini Giaguaro, figli della foresta dell’Amazzonia, è libro-poema che si trasforma in grido di allarme, e per qualche aspetto tocca il nostro animo più profondamente di un sermone, perché viene dalla viva voce della poesia. I bambini di questo libro escono dalla foresta giaguaro come uccelli leggiadri che possono trasformarsi in portatori di veleno, sono angeli e guerrieri nel quadro di una selva che, sconvolta dall’odio e dall’avidità diventa – dicono i versi – di fuoco che divora e fuoco che asfissia.
Questo libro è il poema dell’umanità eliminata dall’altra parte dell’umanità, è il canto disperato che avverte di una distruzione in corso e lancia un appello, attraverso una schiera infantile e precocemente adulta, selvaggia e tenera, che cerca la salvezza anche nell’atto delittuoso; che si identifica con la foresta e che ci guarda con occhi-foglie, occhi-frutta esotica, occhi-pozzanghere, occhi-tizzoni di fiamma.
Siamo di fronte a un canto metafisico, con il respiro equatoriale dell’Amazzonia verde inazzurrata dalla luna, come dice il poema ma è un’Amazzonia che soggiace ai distruttori dell’ambiente, e si trasforma per il tradimento dell’uomo in giallo e desolato deserto.
Questo libro va classificato, interpretato, come poema-simbolo dell’attuale situazione umana.

Mario Verdone

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