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Marcia Theophilo

 

Dal Festivàl ! - Parole, impressioni ed emozioni dal Festivaletteratura di Mantova

di Matteo Bursi

Prima che prenda parola, leggo distrattamente e di sfuggita la sua prima poesia della raccolta e la composizione che le ha dedicato il poeta Rafael Alberti. Lasciano il segno, da subito. Marcia Theophilo inizia a recitare alcuni versi tratti dal volume "Amazzonia respiro del mondo" e subito coinvolge, conquista. Non sta parlando, non sta recitando, le parole, le sue parole, le sta vivendo e le vuol far vivere a tutti i presenti. La sua poesia è musica, la sua poesia è colore, la sua poesia è e-co-lo-gia, come lei stessa scandisce quasi a voler imprimere quelle otto lettere indelebilmente negli animi di chi ha scelto di venire stasera ad incontrarla.


Mantova, 7 settembre 2006 - Il pubblico sta entrando e lei, l'autrice candidata al Nobel, è già seduta tra la gente, lontanissima anni luce da ogni minimo atteggiamento divistico...atmosfere da Festival. I fari si accendono e la (mantovanissima) scrittrice Elia Malagò prende parola per una breve perfetta introduzione della poetessa brasiliana che le siede accanto. Prima che prenda parola, leggo distrattamente e di sfuggita la sua prima poesia della raccolta e la composizione che le ha dedicato il poeta Rafael Alberti. Lasciano il segno, da subito.
Marcia Theophilo inizia a recitare alcuni versi tratti dal volume "Amazzonia respiro del mondo" e subito coinvolge, conquista. Non sta parlando, non sta recitando, le parole, le sue parole, le sta vivendo e le vuol far vivere a tutti i presenti. I suoni di quelle parole sono indimenticabili, la sua poesia è musica, la sua poesia è colore, la sua poesia è e-co-lo-gia, come lei stessa scandisce (con la g tipicamente brasiliana) quasi a voler imprimere quelle otto lettere indelebilmente negli animi di chi ha scelto di venire stasera ad incontrarla. Ecologia, suoni e colori: è questa la grande grandissima forza della sua poesia.
"Esiste un popolo indio nell'Amazzoni che ha trovato sedici termini per descrivere il colore verde. Le multinazionali stanno distruggendo l'immensa Amazzonia; là un giorno probabilmente ci muoveremo più veloci, ma siamo sicuri che il movimento sia più importante del colore?" Marcia Theophilo è tutta in questa domanda. Marcia Theophilo è una poetessa, di quelle grandissime. Nazim Hikmet mi emozionò in modo simile, immediato. Non ho avuto però la fortuna, l'onore di poter sentire di persona cantare i versi dal poeta turco, è per questo che reputo questa serata al chiostro di San Barnaba unica e irripetibile.
Gli applausi non sono abbastanza quando si è inondati di colori, di suoni, di vita. Urutàu è nell'Amazzonia ma il suo messaggio di resistenza a un mondo che sta per scomparire travalica ogni confine.


>> Articolo di Matteo Bursi.

 

 

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